Vigneti Etna

Se la Sicilia, climaticamente, è un continente, l’Etna ne rappresenta l'aspetto più nordico. Trovarsi ad agosto nella zona di Randazzo, e la notte dover dormire con la coperta, ci descrive molto bene in che contesto ci troviamo. E' vero che siamo a 700- 800 m s.l.m. e sul versante nord del vulcano, ma siamo anche nel sud del Mediterraneo. Sotto questo cielo, la sovrapposizione di colate laviche diverse l'una dall'altra, la formazione di terreni avvenuta nel corso dei millenni, le diverse altitudini, completano un quadro che definire unico è fin troppo semplicistico. Perché il quadro è un puzzle, in cui le tessere, sono tante piccole terrazze, volute fortemente dall'uomo, ognuna con caratteristiche specifiche e diverse al loro stesso interno. In questo straordinario contesto la vite che nei secoli ha espresso le peculiarità migliori, è stata il Nerello Mascalese, una varietà con un ciclo vegetativo molto lungo, la cui uva diventa pronta per la raccolta spesso dopo la metà di ottobre. L'andamento climatico, la qualità dei suoli e le caratteristiche del vitigno fanno sì che i vini che ne derivano, diversi da vigna a vigna, da contrada a contrada, risultino tutti di grande finezza, ma anche di altrettanta piacevolezza. Discreti alla vista con il loro colore rubino tenue, ma esplosivi nei profumi, generosi e suadenti.I Vigneti di proprietà si trovano nelle Contrade di: Contrada Marchesa, Santo Spirito (nel comune di Castiglione di Sicilia), e Bocca d'Orzo (Comune di Randazzo). Inoltre ogni anno acquisto dell'ottima uva da vicini che coltivano con lo stesso nostro criterio ed attenzione. Presto uno dei vini dell'Azienda sarà commercializzato con la rivendicazione della Contrada in etichetta, come previsto dal disciplinare di produzione. La conduzione dei vigneti è affidata al Maestro Antonio Bordonaro ed ai suoi allievi Edy , Carmelo e Nunzio , persone esperte del luogo che , con conoscenza e manualità, sanno ben leggere lo stato delle piante ed osservare quello che accade nel cielo, seguendo le regole di quella che io chiamo Agricoltura tradizionale. Come ha sempre fatto la mia famiglia, nelle Marche prima ed in Toscana poi. Solo fertilizzazione attraverso sostanza organica, stallatico, e pratiche agronomiche come il sovescio di leguminose. Poltiglia bordolese e zolfo per il controllo delle malattie, lavorazioni manuali per ridurre la competizione di erbe infestanti, la cui presenza, nel periodo estivo, una volta essiccate dal sole, può essere anche causa d'incendi e di distruzione del vigneto stesso. Rispetto per l'ambiente, per le persone che vi lavorano e per il consumatore sono elementi fondamentali e indivisibili dal concetto di qualità.